Introduzione - archivio della memoria di fucecchio

ARCHIVIO della MEMORIA di FUCECCHIO
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Introduzione

le Immagini
Da tempo le fotografie si sono imposte come vere e proprie fonti per la ricostruzione della storia delle nostre città e dei nostri paesi, anche se, come tutte le altre fonti, devono essere correttamente interpretate e quindi analizzate nel contesto in cui sono state scattate. Disporre di più immagini di un medesimo luogo, possibilmente ordinate in una sequenza cronologica, è un primo passo per comprendere come una piazza, una strada, un monumento sono cambiati e quindi giungere a riconoscere il volto di un paese nel suo divenire storico. Il ricercatore troverà in questo volume un’abbondante documentazione fotografica disposta secondo un preciso ordine spaziale e cronologico che consente di ricostruire i principali cambiamenti che hanno segnato Fucecchio e il suo territorio tra Ottocento e Novecento.  
Se questo è già un lodevole contributo offerto dal libro curato da Giacomo Pierozzi, dobbiamo però riconoscere che esso soddisfa anche la legittima curiosità dei fucecchiesi che non si propongono uno studio, ma cercano semplicemente di ritrovare immagini che appartengono alla propria memoria o, che, ancora indietro nel tempo, restituiscono un paese ormai lontano, quale era stato conosciuto dai nostri antenati.  
Molte sono infatti le immagini che ritraggono angoli ormai scomparsi: si veda la sequenza di fotografie dedicate alla così detta torre di Castruccio (o come sarebbe più corretto chiamarla, torre di Porta Sant’Andrea), distrutta durante la seconda guerra mondiale; o la porzione del “Poggetto” (Poggio Alberighi) con il mitico albergo del Diluvio, demolito durante i “risanamenti” degli anni Trenta del Novecento; o ancora il vecchio ponte, bellissimo nella sua tranquilla monumentalità, anch’esso vittima della seconda guerra mondiale, o anche le numerose immagini che raccontano i cambiamenti avvenuti nelle frazioni, a Torre, Massarella, Ponte a Cappiano e San Pierino. Ma oltre alle foto – documento ci colpiscono le inedite vedute che ci tramandano le testimonianze di una vita remota: la campagna che assediava da ogni lato il paese, il panorama dalla collina di Montellori, con il centro storico ancora dominato dalla torre di Sant’Andrea, i cavalli che popolavano Piazza Montanelli e, sempre in questa piazza, la folla assiepata mentre assiste – e sembra davvero trattenere il fiato – all’impresa dell’equilibrista che percorre il filo teso a un’altezza vertiginosa sopra la statua di Giuseppe Montanelli; infine i silenzi delle spiagge che si allargavano lungo l’Arno.  
Di grande suggestione sono anche le fotografie che ricordano eventi di particolare importanza, come l’inaugurazione del monumento ai Caduti della Prima Guerra Mondiale, o quella del monumento a Giuseppe Montanelli o al re Umberto I, e non solo perché ci ricordano personaggi o fatti importanti, ma soprattutto perché realizzate con una qualità tale da trasmetterci i volti di numerosi fucecchiesi scomparsi ormai da tempo.  
Una parte di queste foto erano già comparse in precedenti pubblicazioni, ma molte sono le immagini inedite, provenienti da un singolo collezionista, a cui ne sono state aggiunte altre rese disponibili con generosità da altri fucecchiesi, che hanno così fatto fare un notevole passo in avanti nella costruzione di un’ideale mostra fotografica dedicata alla nostra città.
Nelle ultime pagine del libro una breve sequenza di ritratti, tra l’altro di notevole qualità estetica, anticipa quello che potrebbe essere il contenuto di un prossimo volume: i volti dei fucecchiesi del passato, una galleria di personaggi che potrebbe costituire un nuovo capitolo dedicato alla ricostruzione dell’identità locale.


                                                            Alberto Malvolti

  
Archivo della Memoria di Fucecchio
presso Fondazione Montanelli-Bassi
Via Guglielmo di San Giorgio - 50054 Fucecchio (FI)
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