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Il vero nome

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IL VERO NOME DELLA TORRE

Era diritta e liscia come un costone, senza consistenze, quasi irreale.» E' questa l'ultima immagine della torre detta di Castruccio, consegnataci da Giangiacomo Micheletti in una pagina di . Il giovane scrittore fucecchiese sarebbe morto di lì a poco, nell'aprile del 1945, quando il monumento evocato con tanta suggestione era già caduto in rovina da alcuni mesi, minato dall'esercito tedesco in ritirata. Allora quella torre - o meglio la porta che sotto essa si apriva - compiva 650 anni di vita. Risaliva infatti al marzo del 1294 la riunione del Consiglio del Comune che aveva preso le prime delibere per costruire una porta nuova nel luogo detto , allo scopo di aprire un nuovo passaggio nelle mura che fortificavano il castello nella contrada Sant'Andrea. Poco prima era stata tracciata la nuova strada per Cappiano (secondo la direttrice che esiste tuttora) che aveva spostato l'accesso al castello dalla più antica porta  a quella nuova (e infatti fu chiamata anche ). Per costruirla furono abbattute alcune case (i proprietari vennero regolarmente risarciti) e nell'estate successiva i lavori erano ormai ultimati. Il nuovo ingresso ebbe più nomi: Porta Nuova, come si è detto, o del Terrazzo, o anche di Sant'Andrea, dalla contrada in cui si apriva, e infine anche  per la direzione in cui immetteva.  
Dovette trattarsi, all'inizio, di una costruzione semplice, priva di forti apparati difensivi, se nell'aprile del 1345 proprio di qui entrarono i numerosi ribelli capeggiati dal pievano Buonavolta, raccolti intorno alla fazione dei Della Volta, con insegne spiegate, armati e decisi ad impadronirsi del castello per cacciarne i Simonetti, loro eterni nemici, sottrarre Fucecchio al dominio fiorentino e consegnarlo ai Pisani. Ma la sollevazione fu domata e subito dopo si decise di fortificare la porta, che da allora sarebbe stata sorvegliata continuamente onde evitare nuovi colpi di mano. Così la sulla  venne costruita un'alta torre ben fortificata - quella visibile nelle fotografie della prima metà del nostro secolo - alla quale fu imposto il nome di  in evidente disprezzo dei nemici, i Pisani ghibellini. La costruzione fu realizzata nell'estate del 1345, per ironia della sorte quasi esattamente 600 anni prima della sua distruzione !  
Intorno alla metà del Trecento essa costituiva, insieme ad un'altra torre attestata sulla Piazza, uno dei due principali osservatori per la vigilanza del castello e vi erano alloggiati regolarmente due custodi che dovevano restarvi chiusi giorno e notte. Sotto l'arco un'immagine della Madonna affrescata vegliava sui viandanti che entravano in Fucecchio.  
Come si vede i nomi della porta furono tanti: Porta Nuova, del Terrazzo, di Sant'Andrea, Torre Guelfa, Porta a Lucca, ma nessun riferimento a Castruccio si trova nei documenti antichi. Dunque, se un giorno si vorrà davvero ricostruire quella torre che per sei secoli rappresentò un elemento significativo del paesaggio fucecchiese sarà bene restituire ad essa anche il vero nome (uno dei molti: ma credo che i contradaioli di Sant'Andrea non avranno dubbi in proposito).

Alberto Malvolti
Archivo della Memoria di Fucecchio
presso Fondazione Montanelli-Bassi
Via Guglielmo di San Giorgio - 50054 Fucecchio (FI)
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